Una classifica dei vini rossi italiani

Pubblicato : 08/05/2017 17:50:48
Categorie : Pensieri enologici sparsi

Una classifica dei vini rossi italiani

Uno dei begli aspetti di non essere critici rinomati è la possibilità di potersi sbottonare più tranquillamente su commenti ed impressioni puramente personali, mettendo un po’ da parte i tecnicismi e parlando soltanto delle impressioni avute riguardo ad un vino. Già in passato sulle pagine di questo blog abbiamo visto la partecipazione di Dario con le sue degustazioni, volte perlopiù allo Champagne.
Questo fatto ci ha portato a chiederci per quale motivo anche noi non ci lasciamo andare ogni tanto a commenti ed impressioni personali, in modo da aiutare magari qualcuno in qualche scelta d’acquisto. Capita spesso infatti che i clienti che avendo accheffare con noi più direttamente del semplice canale web, per esempio in bottega o per telefono, ci chiedano consigli su cosa prendere: beh, siamo qui apposta!

Così io (Simone) e Vanni ci siamo messi a stendere una piccola classifica con qualche nome di vino rosso, dal carattere del tutto personale e basata sulla nostra personale esperienza. Sperando che possa essere d’aiuto a qualcuno, ecco la nostra classifica dei vini rossi italiani che contiene prodotti più o meno pregiati: cominciamo da quella di Vanni, alcuni punti sono anche commentati.

  1. 1 - Brunello di Montalcino 1997 Salvioni: in realtà questa prima posizione è un outsider, un intruso che nella prima versione non era presente. Ho stappato però questa bottiglia che riposava nella mia cantina ormai da qualche anno nell’ultimo fine settimana, e non ho potuto fare a meno di inserirlo. Un piacevole incontro con questa vendemmia ‘97 che ha mantenuto a distanza di 20 anni un boquet e le sue caratteristiche gustative, se ha delle bottiglie sorelle in giro qualcosa mi dice che potranno durare ancora per molto.

  2. 2 - Amarone della Valpolicella Classico DOCG Allegrini: anche se bevuto giovane ha delle sensazioni di intensità notevole, non ho avuto il piacere di assaggiarne una versione più anziana ma è certo che anche questo vino presenta una grande longevità.

  3. 3 - 'Poculum' Pavia IGT Agnes: piacevole scoperta di una Bonarda affinata in legno, in controtendenza a tutte le abitudini della zona.

  4. 4 - Lagrein ‘Solos’ riserva Kaltern

  5. 5 - Montecucco DOC Rigomoro: un vino particolare e di struttura, dalla buona longevità e con sensazioni complesse. Un gran peccato che l’azienda non sia più attiva.

  6. 6 - Barolo DOCG ‘Artù’ Molino: ottime sensazioni che sa dare il nebbiolo a questo stato di maturazione, ottimamente confezionato dall’azienda Molino.

  7. 7 - Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC ‘Campo del Monte’ Agnes

  8. 8 - 'Ronchedone' Benaco Bresciano IGT Ca' dei Frati

  9. 9 - Valpolicella Ripasso DOC Superiore 'Soraighe' Bennati: un ottimo rapporto qualità prezzo per questo valpolicella ripassato sulle bucce dell’amarone.

  10. 10 - 'Joel' Garda DOP Groppello Classico CàMaiol

  11. 11 - Lambrusco Mantovano DOC ‘ Rosso del Duca’ Breda: una nota di merito va a questo piccolo produttore della zona di Sabbioneta (Mantova) che realizza il vino non in autoclave come sono soliti praticamente tutti i viticoltori del lambrusco, ma con il metodo classico (per capirci lo stesso usato in Franciacorta e per lo Champagne).

Avrete notato che Vanni ha ovviamente più esperienza in merito, inserendo più etichette storiche e talvolta nemmeno più prodotte ed ormai relegate esclusivamente agli annali. Proseguiamo ora con la classifica di Simone dove certamente vederete qualche differenza.

  1. 1 - Primitivo di Manduria DOP ‘Talò’ e ‘Sessant’anni’ San Marzano: è stata per me una sorpresa assaggiare il Sessan’anni prima ed il Talò dopo, un contrasto di sensazioni soprattutto gustative molto piacevole. Il colore molto scuro presagisce una grande forza ed una grande struttura fin dal bicchiere e non si rimane traditi.

  2. 2 - Cannonau di Sardegna DOC 'Costera' Argiolas: vino rosso che seppure ritenuto semplice e dal prezzo tutto sommato contenuto nasconde secondo me delle discrete potenzialità. I suoi 14 gradi si sentono tutti quando si assapora il suo gradevole boquet di sensazioni.

  3. 3 - 'Ronchedone' Benaco Bresciano IGT Ca' dei Frati: penso sia ormai chiara la mia propensione verso i vini di struttura. Il Ronchedone è un vino che a parer mio non ha il successo di pubblico che merita, penalizzato dalla mancanza di una denominazione altisonante ad aiutarlo. In ogni caso per quanto riguarda complessità e struttura ha poco da invidiare a diversi fratelli maggiori.

  4. 4 - Nero d’Avola Sicilia DOC Principi di Butera: questo vitigno è stato uno dei primi a venire alla ribalta dopo la profonda rivalutazione dei vini siciliani (e del sud Italia in genere), ed aggiungerei a ragione. Possiede una naturale potenza per cui è sempre un piacere consumarne una bottiglia in buona compagnia con davanti una bella pietanza saporita.

  5. 5 - Aglianico del Vulture DOC 'Martino' Armando Martino

  6. 6 - Bolgheri DOC 'Il Bruciato' tenuta 'Guado al Tasso' Marchesi Antinori

  7. 7 - Valpolicella Classico DOC 'I Gadi' Bennati

  8. 8 - Teroldego Rotaliano DOC Mezzacorona : ad un primo impatto può sembrare strano vedere nella stessa classifica (sia pure a diverse posizioni di distanza) vini barricati e complessi come il Cannonau o il Primitivo di Manduria e poi un 'semplice' Teroldego. Ho voluto premiare però questo prodotto abbastanza leggero e versatile dandogli una piccola posizione nella mia classifica; grazie alla sua versatilità il Teroldego è un vino che si sposa bene con il pasto di tutti i giorni senza troppi fronzoli.

Per oggi è tutto, vi lasciamo le nostre personali classifiche senza pretese dei vini rossi italiani e non escludiamo che a breve potrebbero apparire altri articoli simili.

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