Vini rossi italiani: la Valtellina

Pubblicato : 13/11/2017 17:53:52
Categorie : Pensieri enologici sparsi

Vini rossi italiani: la Valtellina

Prosegue il nostro tour nei luoghi caratteristici dell’Italia enologica, alcuni più conosciuti di altri. La località di cui vogliamo parlare oggi è una bella località alpina di cui non si sente parlare abbastanza: la Valtellina.
Si tratta di un complesso di valli nella parte più a nord della Lombardia al confine con la Svizzera, è lunga 120 chilometri e larga 66 e segue grossomodo il tracciato del fiume Adda che scendendo a valle forma il Lago di Como; i principali centri urbani sono Tirano, Bormio (da dove viene l’amaro Braulio), Livigno, Morbegno, Teglio, Sondalo ed ovviamente il capoluogo di provincia Sondrio posto al centro della vallata.

Un accenno alla storia del territorio è d’obbligo: ricca ed antica comincia da ben prima dell’epoca romana, documenti infatti testimoniano la presenza di coloni celtici, liguri ed etruschi.
Dopo l’impero romano in Valtellina seguirono diversi amministratori per tutto il medioevo come Como e Milano, ma il più importante è stato il dominio svizzero dei Grigioni durato più di 2 secoli che segnò il territorio in modo significativo dal punto di vista politico, civile e religioso; in particolare vi furono degli aspri scontri fra cattolici e protestanti quando gli svizzeri abbracciarono la riforma luterana cercando di portare questo credo nei loro domini.
Per separare la Valtellina dai dominatori elvetici ci vorrà Napoleone e le sue campagne di conquista per avviare poi una serie di passaggi che porterà la zona ad essere infine annessa al nascente Regno d’Italia.
Per quanto riguarda invece i due grandi conflitti mondiali del ‘900 la Valtellina è stata teatro molto marginale degli scontri risparmiando la gran parte dei territori, ma non certo l’economia che subì ovviamente un forte scossone come tutta la nazione; questo per il settore agro-alimentare è un periodo importante e di cambiamento, molte cantine oggi famose affondano le radici in questo contesto storico dove con la povertà e le industrie distrutte (o convertite alla produzione di armi) la gente riscopre la lavorazione della terra.

I vini della Valtellina

La Valtellina da un bel contributo di etichette al catalogo dei vini rossi Italiani. Zona naturalmente vocata a questa produzione grazie alla sua particolare conformazione fra le Alpi che la proteggono dai venti del nord e del sud mentre dal Lago di Como spira per tutta la bella stagione una brezza tiepida che mantengono un buon clima, inoltre il terreno nonostante sia montuoso non si presenta particolarmente roccioso ma anzi dotato di un fondo ricco. Il territorio era però impervio e l’adattamento alla coltivazione della vite ha richiesto secoli di lavoro che ha oggi portato la Valtellina ad essere l’area terrazzata più vasta d’Italia.

La materia prima prediletta è certamente il Nebbiolo in una sua variante autoctona chiamata “Chiavennasca” che resiste tranquillamente alle nevicate invernali delle Alpi; altre coltivazioni marginali utilizzate per il taglio e completamento dell’uvaggio sono Merlot e Pinot Nero oltre ad alcune sotto categorie del nebbiolo chiamate Pignola, Rossola e Prugnola mentre non sono presenti particolari coltivazioni di vitigni bianchi (i vini bianchi delle cantine sono perlopiù ricavati da vinificazione in bianco).

Tutto questo da vita a 1 denominazione IGT (Terrazze Retiche), 1 DOC (Rosso di Valtellina) ma soprattutto 7 (più una che vediamo fra un momento) denominazioni DOCG che sono il vero cuore della produzione enologica: la principale è la “Valtellina Superiore” al quale si aggiungono le varie sotto-zone di produzione quali Sassella, Inferno, Grumello, Valgella e Maroggia che presentano caratteristiche uniche ed un’ottima esposizione a sud, alle quali si possono aggiungere le controparti dei Valtellina riserva.
Infine la denominazione più prestigiosa: lo Sforzato di Valtellina, il primo vino del suo genere ad ottenere una denominazione DOCG nel 2003. La sua particolarità risiede nell’appassimento delle uve per 3 mesi prima della spremitura (come accade per altri vini quotati come l’amarone della valpolicella), oltre ovviamente all’invecchiamento successivo in botte ed in bottiglia.

In rappresentanza della Valtellina abbiamo inserito nel nostro catalogo i vini di Aldo Rainoldi.

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