Quali Tipologie di Whisky? Ecco le peculiarità dei principali Whisky di oggi

Pubblicato : 29/09/2017 16:53:57
Categorie : Pensieri enologici sparsi

Quali Tipologie di Whisky? Ecco le peculiarità dei principali Whisky di oggi

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei liquori, delle sotto categorie con il suggerimento di qualche nome.
Abbiamo visto l’ultima volta la grappa e come si produce, passiamo oggi ad un prodotto ben più globalizzato: il whisky.

Whisky

Il whisky è un liquore molto diffuso e consumato nel mondo, tanto da essere uno dei maggiormente prodotti.
La sua storia non è certa, non esistono documentazioni che datano in qualche modo le prime distillazioni di questo prodotto o che ne indicano il luogo; è lecito supporre che probabilmente la ricetta abbia subito nel tempo numerosi variazioni in termini di lavorazione ed ingredienti, probabilmente spostando la conoscenza da un posto all’altro dove ogni distillatore poteva metterci propria inventiva. In ogni caso oggi sono Scozia e Irlanda a contendersi la paternità del liquore e per tradizione la prima distillazione del whisky come lo conosciamo oggi viene fissata al 1494, anche se esistono documentazioni di commercio antecedenti a questa data.

Cos’è il whisky e come si produce? Il whisky è un liquore ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione di vari cereali come segale, orzo, mais e grano (in base a questo possono esserci differenze sostanziali, che vediamo fra poco); il composto che così si ottiene viene messo a maturare in botti di rovere per un lasso di tempo estremamente variabile a seconda del prodotto che si vuole ottenere, questa fase è estremamente importante per il prodotto che acquisirà gran parte dei suoi sentori più complessi come legno, tabacco, vaniglia…
Ultimata questa fase, i mastri distillatori miscelano sapientemente il prodotto per ottenere il blend desiderato e passare poi alla fase d’imbottigliamento.

Quali sono i tipi di whisky? Come abbiamo visto sopra il whisky è un prodotto globale, realizzato in diverse località molto distanti fra loro sia per geografia che per tradizioni e questo si riflette inevitabilmente sui gusti della gente, sugli ingredienti e sulla lavorazione. Per questo motivo esistono diversi tipi di whisky con differenze piuttosto sostanziali fra di loro, vediamone qualche nome:

  • Canadian Whisky: come suggerisce il nome si tratta di prodotti provenienti dal Canada, vede l’impiego principalmente di mais ed orzo in forma di farina durante la fase di distillazione iniziale ed una successiva aggiunta di orzo maltato e lievito. Si procede poi alla miscelazione prima della fase d’invecchiamento in botte di rovere per generalmente 4-6 anni.

  • Rye Whisky: si tratta di un whisky prodotto in Alaska, al confine con il Canada, e vede il grosso impiego di segale nella ricetta (almeno il 51%). Rye infatti significa appunto segale. In passato era un prodotto molto popolare in alcune zone degli Stati Uniti, ma il proibizionismo ne fece calare molto drasticamente la produzione ed il consumo ed oggi è un prodotto di nicchia. Un invecchiamento breve in botti bruciate internamente produce un whisky dai sentori piuttosto grezzi e crudi.

  • Whisky single malt: non si tratta di un prodotto specifico di una zona, ma più che altro di un’indicazione di qualità. Single Malt indica un prodotto realizzato con un unico tipo di malto lavorato tutto nella stessa distilleria, ne deriva di conseguenza un prodotto più adatto alla complessità e con piccole differenze di anno in anno.

  • Blended Whisky: anche questo termine indica un genere di prodotto, è in particolare il tipo di whisky più diffuso e si ottiene miscelando sapientemente prodotti provenienti da annate diverse realizzati con malti differenti e, se la ricetta lo prevede, l’aiuto di altri ingredienti esterni come scorze d’arancio, sentori floreali ed altro.

  • Scotch whisky: con questo nome si possono fregiare soltanto i whisky prodotti in Scozia, una delle patrie di origine del prodotto e dove è presente una forte tradizione. La legislazione riguardo alla produzione è piuttosto stringere e ben documentata, i prodotti in questo modo assumono una fascia superiore.

  • Burbon: con questo nome si identificano i whisky prodotti negli USA, in particolare nel Kentucky dove è presente una forte tradizione ma anche in California, Illinois, Indiana e Georgia. Come lo Scotch, anche il Burbon ha regole e legislazioni sulla produzione ben definite e una delle caratteristiche principali è che almeno il 51% del malto deve essere mais.

Il nome di qualche whisky? Nel nostro catalogo sono presenti molti prodotti che spaziano fra tutte le categorie che abbiamo nominato sopra, ma vediamo qualche etichetta nello specifico. Sono presenti prodotti molto conosciuti come Ballantine’s, Chivas RegalJameson e Vat 69; parlando invece dei Burbon sono disponibili Wild Turkey 101, Jack Daniel’s in versione normale, single barrelgentleman whisky e whisky aromatizzato con il miele; ancor maggiore è la selezione degli Scotch con McSheeltonGlenmarangie 10 anni e Glenmorainge 25 anniJhonnie Walker etichetta nera e Jhonnie Walker etichetta rossa, Lagavulin, Laphroaig, The MacallanTalisker ed altri ancora.
Per l’elenco completo vi lasciamo qui un collegamento alla pagina apposita dei whisky del nostro sito internet: vendita whisky.

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