Tipi di alcolici: quali sono i principali? Quando sorseggiarli?

Pubblicato : 19/06/2020 08:56:48
Categorie : Pensieri enologici sparsi

Tipi di alcolici: quali sono i principali? Quando sorseggiarli?

Un bicchiere di una bevanda alcolica può rappresentare quell’“in più” durante i festeggiamenti di un evento rilevante o una semplice serata con gli amici. Se non si esagera, infatti, questa sostanza può diventare anche un importante elemento di aggregazione: basti pensare allo Spritz, l’aperitivo alcolico per eccellenza, in grado di riunire amici e parenti in momenti spensierati e indimenticabili. Ma quali sono i principali tipi di alcolici e in che modo si differenziano l’uno dall’altro? Oggi viaggiamo insieme attorno a questo interessantissimo mondo.

#1 La birra

Provata e testata con successo già 5.000 anni fa, la birra oggi è diventata una delle sostanze alcoliche più amate. Infatti, può essere gustata in ogni momento della giornata, sia durante i pasti che durante una serata in compagnia. Proprio per questo, termini come “andiamo a prenderci una birretta?” sono diventati di uso popolare e vengono utilizzati per proporre un’uscita tra amici.

La birra può essere di produzione industriale, realizzata su larga scala, oppure artigianale, così come si sta diffondendo notevolmente negli ultimi anni. In questo caso, viene posta maggiore attenzione sulla qualità e sullo spessore.

Per la creazione di questo tipo di alcolico è necessario attraversare diverse fasi, come:
  •          Preparazione del malto. È la fase iniziale della lavorazione degli enzimi del chicco di cereale, quella in cui il seme viene trasformato in un germe e, successivamente, essiccato e macinato;
  •          Ammostamento. Il malto viene finemente macinato e, successivamente, miscelato ad acqua fredda portata poi a una temperatura elevata. È in questa fase che viene generalmente aggiunto uno degli aromi principali della birra, il luppolo, che può assumere diverse sfaccettature. Per la produzione delle birre artigianali degli ultimi anni si possono utilizzare anche spezie e agrumi;
  •          Fermentazione. Gli zuccheri vengono trasformati in etanolo e la birra raggiunge una gradazione alcolica più o meno elevata, in base alla quantità di malto aggiunta;
  •          Maturazione. La birra viene adagiata in appositi tini in legno o in cisterne in acciaio inox per qualche settimana.
Qual è la gradazione alcolica della birra? Questo dato può variare da 3,6 fino a 10%Vol. e deriva dal parametro della saccarometria del malto del cereale utilizzato. Può variare addirittura in base al territorio in cui esso è stato coltivato.

#2 Il vino

Il vino è la sostanza alcolica dalle mille (e più) variabili. Bianco, rosso, rosato, spumante, liquoroso: di questa bevanda puoi apprezzare l’immensa versatilità, che la rende, in base alle versioni, adatta a qualsiasi occasione. Ci può essere, infatti, il vino da stappare alla nascita di un figlio, il vino dedicato ai pasti quotidiani oppure il vino da meditazione, che richiede di essere sorseggiato in un religioso silenzio.

Questo tipo di alcolico si ricava dalla fermentazione dell’uva. In questa fase vengono sfruttate le caratteristiche di alcuni lieviti presenti sulla buccia dell’acino, che sono in grado di trasformare lo zucchero in alcol etilico e anidride carbonica. Le diverse versioni del vino si ricavano da differenti uve impiegate e differenti processi di vinificazione.

Per quanto riguarda la gradazione alcolica, ci sono vini più leggeri e vini più alcolici. In genere, il passito, un tipo di vino liquoroso, presenta una percentuale di volume alcolico più elevata, proprio perché deriva da un appassimento forzato. Durante questa lavorazione, il grappolo viene lasciato in una cassetta con umidità al 60% circa e ventilazione con aria riscaldata intorno ai 30°C. Ciò produce una muffa in grado di trasformare gli zuccheri presenti nell’acino e asciuga l’acqua; di conseguenza, il vino diventa più concentrato. È il caso del Passito di Pantelleria, che richiama agli odori e alle bellezze tipiche della Sicilia e permette un’esperienza elegante, di nicchia.

La gradazione alcolica del vino, comunque, oscilla da 9 a 15%Vol.

#3 Creme e liquori

I liquori vengono definiti “bevande spiritose” e no, non è perché sono divertenti: questo termine deriva dal fatto che presentano un titolo alcolometrico maggiore o uguale a 15%Vol. Questi tipi di alcolici, particolarmente forti sia quando li si annusa, sia quando li si sorseggia, vengono amati soprattutto dopo un pasto o una cena abbondante: infatti, favoriscono la digestione e rappresentano la modalità perfetta per congedarsi da amici e parenti.

Come per il vino, anche in questo caso sono numerose le versioni di liquori presenti sul mercato. Ciò che le accomuna è il fatto che un composto formato da alcol puro e sostanze aromatiche vengono combinati assieme. Successivamente, il mix ottenuto viene disciolto in una soluzione zuccherina realizzata con acqua, zucchero e aromi. Esistono diverse tecniche per la produzione del composto, come la spremitura e la macerazione. Vengono inseriti tra i liquori anche i distillati, realizzati per mezzo della distillazione: con questo tipo di lavorazione, l’alcol viene estratto tramite l’evaporazione del fermentato. Così facendo, la parte alcolica diviene ancora più concentrata e forte.

Un’altra particolare branca dei liquori è data dalle creme: con questo termine si intendono tutte quelle bevande aventi un tenore minimo di zuccheri di 250g/l. Sono cioè liquori molto zuccherati e caratterizzati da un unico aroma, che si percepisce quindi in maniera particolarmente delicata. Qualche esempio? Le creme alpine Marzadro, disponibili al limone, fior di latte, nocciola e in molte altre varianti e ideali sia come dopo pasto, sia per la preparazione di gelato e dessert.

#4 Lo Champagne

Destinato alle grandi occasioni, lo Champagne è quella bevanda alcolica di origine francese rappresentativa di uno status sociale. È per questo motivo che generalmente viene stappato durante festeggiamenti particolari, come la laurea o un anniversario importante.

Ma come si ottiene questa bevanda dalle mille bollicine? In Francia si utilizza il metodo Champenoise, che corrisponde al metodo di fermentazione in bottiglia (il cosiddetto “metodo classico” in Italia). In pratica, il processo produttivo avviene in numerose fasi. Le principali sono: la spremitura delle uve; la prima lievitazione, con la trasformazione degli zuccheri in alcol etilico; la presa di spuma, una fase durante la quale i lieviti vengono lasciati riposare in bottiglia dai 18 ai 50 mesi, dando vita di fatto a una seconda fermentazione alcolica; il remuage, fase in cui i lieviti vengono raccolti in un particolare tappo per poi essere asportati. Insomma, il processo produttivo dello Champagne è relativamente lungo e complesso, ma è grazie a questo che nasce una bevanda da provare almeno una volta nella vita.

In conclusione…

Sul mercato, esistono tantissimi tipi di alcolici. La loro scelta spazia da un titolo alcolometrico più o meno elevato, dall’occasione nella quale sorseggiarli e dall’esperienza che si desidera vivere per mezzo di essi. Alcune sostanze alcoliche, infatti, conciliamo i momenti di relax, mentre altre si combinano perfettamente con l’alimentazione. Una cosa però è certa: è necessario optare per quello che più si avvicina al nostro gusto personale e alle nostre esigenze.

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