Vino in bottiglia e caldo anomalo: cosa può accadere?

Vino in bottiglia e caldo anomalo: cosa può accadere?

Da appassionato di vino mi sono posto una domanda in questi giorni con queste temperature anomale sopra la media dai 33 ai 37 gradi ed ho pensato di porla al nostro pubblico sotto l'ombrellone: “come si comporterà un vino che sia rosso, bianco o spumante con questo caldo?”. Ricordiamo poi che a dispetto di alcune zone d'Italia che la scorsa estate hanno subito un maltempo veramente anomalo, a livello globale il 2014 è stato l'anno più caldo mai registrato; se mi è concessa una nota personale il 2015 non si profila tanto meglio.

Caldo anomalo e vino: quali conseguenze?

Vino in bottiglia e caldo, ci sono conseguenze?

La domanda mi è sorta toccando una bottiglia posta in scaffalatura poiché tenendola in mano ho avvertito il vino caldo dentro la bottiglia per influenza esterna, e non era nemmeno una bottiglia qualsiasi ma bensì un amarone Zenato con un vetro pesante... Inutile dire poi che i miei scaffali non sono esposti alla luce diretta del sole.
Ho notato anche che le bottiglie ancora contenute nei cartoni si salvano più delle altre esposte, grazie al fatto di essere sempre all’oscurità e per via del cartone stesso che funge da isolante con l’esterno, in alcuni casi come i prodotti della cantina Bulgarini il cartone è rigido e spesso al tatto, cosa che a ben pensarci molto probabilmente non è una scelta puramente stilistica ed estetica ma appositamente studiato per un migliore isolamento.

La risposta degli enologi

Caldo e vino, la risposta degli enologi

Ho cercato risposta da alcuni enologi professionisti chiedendo spiegazioni. Gli stessi mi hanno confermato che tutte quelle bottiglie senza più lieviti (come per esempio spumanti metodo Charmat-Martinotti) le temperature elevate non comportano danni dal punto di vista generale e non si innesca nessun processo di trasformazione, mentre tutti i vini rossi (ma anche alcuni bianchi) che hanno fatto in gioventù un passaggio in legno e sono nati per l’invecchiamento portando con sè dei lieviti residui che tipo di accelerazione possono aver subito con questo caldo che dura ormai da più di un mese e che durerà altri 30 giorni visto le previsioni?

Dopotutto l’invecchiamento è studiato per essere lento, un'opera di pazienza, che trasforma lentamente le sostanze organolettiche ed olfattive così da avere sempre un prodotto equilibrato. Cosa accade quando questo processo subisce un cambio di velocità per un fattore esterno?
Questo caldo anomalo ci costringerà a buttare del buon vino? Speriamo di non scoprire che il prodotto non è buono quando siamo davanti agli amici esponendo fieramente la nostra bottiglia di vino strutturato appena stappata e di cui abbiamo appena finito di decantare le caratteristiche!

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