I migliori vini rossi italiani

I migliori vini rossi italiani

Ammetto che quando mi hanno assegnato questo articolo mi sono trovato abbastanza in difficoltà: “i migliori vini rossi italiani? Come faccio a parlare con leggerezza di un argomento su cui fior fiori di enologi dibattono tutti gli anni?” Alcune testate del settore per rispondere a questa domanda attendono tutti gli anni i giudizi di varie guide enologiche come Gamero Rosso, Bibenda, AIS ed altri ancora per poi ponderare una media. In base a questa viene poi stilata una classifica ordinata secondo il punteggio e chiaramente il prodotto con la somma più alta vince il podio.
Personalmente non gradisco molto questo sistema e lo trovo lacunoso per stilare una classifica del vino: è chiaro che un enologo professionista quando assegna un punteggio lo fa sulla base di determinate caratteristiche, ma certamente nessuno penserebbe di paragonare l’assaggio di un prodotto altolocato a quello di un vino più comune. Magari sono entrambi validi anche se ognuno nella propria categoria di appartenenza, ma il vino rosso pregiato prenderà sempre punteggi matematici maggiori glissando tutti gli altri.

Ho preferito lasciare allora in parte le classifiche ponderate ed affidarmi un po’ all’esperienza aziendale basandomi ed un po’ sugli articoli che abbiamo scritto nelle settimane scorse. Dunque vediamo quali sono i migliori vini rossi italiani per denominazione secondo la redazione.

  • Amarone della Valpolicella DOCG: uno devi vini sulla quale ci siamo trovati più concordi è stato certamente l’amarone. Vuoi forse per la vicinanza geografica a noi, ma riteniamo siano una delle massime espressività del vino con il loro carattere pieno e deciso, nonché un bouquet di profumi veramente variegato.

  • Bolgheri DOC: Bolgheri è una denominazione della Toscana molto nota agli appassionati del settore poiché di grande prestigio. Qui si annidano alcune delle più grandi e famose etichette italiane come Guado al Tasso, Ornellaia e Sassicaia ma anche prodotti più accessibili e non per questo con meno carattere come Il Bruciato (sempre dell’azienda Guado al Tasso). Questa denominazione racchiude certamente la massima espressione dello stile toscano.

  • Sicilia DOC: questa denominazione è veramente molto ampia ed include tutta la Sicilia come zona geografica ed è possibile trovare sia vino bianco che vino rosso. In pratica una IGT, ma più tutelata. Può sembrare strano vedere questa grande denominazione accostata a quelli che in confronto sono fazzoletti di terra estremamente specializzati come Amarone e Bolgheri, ma troviamo che nei vini rossi siciliani si annidi una grande potenza ed un grande sapore e se qualcuno ha avuto modo di assaggiare il Nero d’Avola o il Syrah di Principi di Butera sa certamente di cosa stiamo parlando. E pensare che un tempo il vino del sud Italia era considerato adatto solo per il taglio di altri prodotti, affermazione che oggi sembra un’eresia.

  • Barolo DOCG – Barbaresco DOCG: due facce della stessa medaglia, due vini simili ma diversi che però esprimono entrambi la massima espressione del vino piemontese realizzato con nebbiolo. Le radici delle differenze sono storiche (Barolo è una denominazione molto più antica) e nel terreno stesso dove le viti crescono: il nebbiolo del Barolo cresce su terreni più argillosi e calcarei, mentre il Barbaresco ha una prevalenza di sabbia. Barolo risulta quindi più schietto, deciso e forte mentre il Barbaresco si presenta più elegante e delicato.

Questa è solo una nostre breve selezione sparsa di quelli che secondo noi sono i migliori vini rossi italiani, ma ricordiamoci che l’Italia è uno dei più grandi ed attivi produttori mondiali e di conseguenza vini rossi e relativa denominazioni sono veramente molti e farne una cernita precisa è veramente molto difficile.

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