Le differenze fra gli stili di birra

Le differenze fra gli stili di birra

Birra. Nelle calde giornate che ci apprestiamo ad incontrare basta questa parola a far drizzare le orecchie: a chi non piace rilassarsi dopo una giornata di lavoro con una buona birra fresca? Magari in buona compagnia, stuzzicando qualcosa, in attesa che si faccia l’orario di cena e dopo mangiato può starci anche una birra più complessa e sfiziosa. Se poi la buona compagnia si protrae anche per cena può scapparne una anche lì, in fondo la birra è una bevanda poco alcolica ma dalla grande varietà di gusti e si adatta bene a tutto. Insomma di birre ce ne sono veramente di tanti tipi, fattore che la rende una bevanda estremamente versatile sia nelle situazioni che nell’incontrare i gusti del pubblico. Solitamente però il grande pubblico tende a fermarsi a uno o due tipi di birra, qualcuno va oltre ma solo i veri intenditori sanno che in realtà di stili ne esiste una verità sconfinata, tanto che al livello internazionale non si è mai raggiunto un reale riconoscimento ed addentrandosi nel dettaglio non stupisce: tantissime sono le variabili che possono modificare il tenore di una birra. Dalla quantità di malto, al momento in cui viene aggiunto, se viene filtrata o meno, la qualità del malto o del luppolo, la temperatura a cui tutto viene fatto fermentare senza contare che tutto può essere sempre personalizzato o stravolto.
La situazione è ulteriormente esplosa negli ultimi anni con la nascita di moltissimi microbiffici e produzioni di birre artigianali che tentano di distinguersi dalla massa con un nuovo genere.

Proviamo comunque sia a fare un po’ di chiarezza a tale proposito, prendendo in esame quelli che sono i “filoni principali” che caratterizzano le birre e magari accennando lungo la strada a qualche stile minore. Si è raggiunto nel tempo una scala non ufficiale per l’identificazione dello stile di birra, basandosi su canoni quali il colore ed il grado di amarezza, ma partiamo dicendo che le birre possono essere divise in due grandi categorie: le lager e le ale. Le lager sono birre che vedono una fermentazione a bassa temperatura intorno ai 10 gradi, meno “aggressiva” per così dire, e fanno parte di questa stirpe principalmente le birre più chiare. Le ale al contrario vedono una fermentazione a temperatura più elevata e quindi il processo è più rapido, fanno parte di questa famiglia principalmente le birre più scure e corpose.

Per partire vediamo qualche stile delle lager:

  • - Bock: si tratta di birre piuttosto forti e corpose nate originariamente in Germania, ideate dai monaci che la consumavano durante il digiuno della quaresima in quanto più sostanziosa; in origine erano esclusivamente scure, ma in tempi più moderni si è passati alla produzione di ogni genere.

  • - Dunkel: sono birre tedesche bavaresi dal colore prevalentemente scuro, hanno un sentore di malto piuttosto marcato per via del processo di produzione che prevede la tripla decozione. Inoltre questo termine viene prestato anche ad alcune birre weiss dal colore scuro.

  • - Pale lager: anche se si tratterebbe di un sottogenere è più facile sentire indicata questa categoria come “pils”. Si tratta forse dello stile più diffuso e conosciuto, si tratta di una birra dal corpo medio-leggero, colore paglierino chiaro ed in generale piuttosto beverina.
    Un esponente di questo genere è per esempio la birra artigianle Isaac del birrifico Baladin.

  • - Schwarzbier: è uno stile che non è largamente diffuso -almeno da noi-, si tratta della controparte della Stout ma a bassa fermentazione.

  • - Amber lager: come suggerisce il nome si tratta di una birra ambrata a bassa fermentazione, una delle più diffuse. Una postilla a fondo pagina va allo stile Vienna Lager che possiamo indicare come lo stile precursore, ideato in Austria verso la metà del 1800 riscosse parecchio successo in tutta Europa, anche oggi è ormai uno stile in declino e quasi scomparso salvo che per alcune produzioni estere come la Dos Equis.

Ci sarebbero altri stili minori e sottogeneri, ma come abbiamo detto poco fa cerchiamo di toccare i filoni principali altrimenti la lista sarebbe veramente lunga. Proseguiamo l’esplorazione con le birre Ale ad alta fermentazione:

  • - Belgian Ale: è forse lo stile più ad ampio spettro che esista. Indica in modo generale le birre ad alta fermentazione prodotte in Belgio, ma come ben sappiamo il Belgio è uno dei produttori maggiormente attivi su questo fronte con una conseguente diramazione dei sottogeneri impressionante. Troviamo così il Blegian Strong, Belgian Strong Gold, Blegian Blond, Dubbel, Trippel, Quadrupel ed altri ancora, tutti abbastanza differenti fra di loro.

  • - Brown ale: simile ma non uguale alla Stout (che vedremo fra poco), viene realizzata con varietà di malto scuro che gli donano un colore dall’ambrato carico al marrone scuro ed un corpo dolce con note prevalenti di caramello e cioccolato.

  • - Dark ale: si tratta di birre prodotte con malti scuri e tostati che donano alla birra un caratteristico colore scuro ed opaco, quasi nero. Il primo esponente di questo genere fu la birra inglese stile “Porter”, oggi completamente surclassato nei numeri dal suo successore ovvero la birra “Stout”. Le Stout originariamente erano solo una variante delle Porter, ma con il tempo acquisirono un proprio carattere tanto da essere ormai considerate un’entità a se stante.

  • - Pale Ale: è uno dei maggiori stili al mondo. Nasce ufficialmente per la prima volta nell’Inghilterra del 1700 dove una prevalenza di malti chiari veniva essiccato al carbone, dando come risultato una birra tendenzialmente più chiara di quelle in voga al tempo. Come per le Belgian Ale, si tratta di un contenitore di moltissimi sottogeneri di birra anche abbastanza differenti fra di loro come Amber Ale, American Pale Ale, India Pale Ale (IPA), Strong Ale ed altri ancora.

  • - Old Ale: sono birre inglese tendenzialmente dal colore scuro e dal valore alcolico sostenuto; sono prodotti da veri intenditori, la birra prima di essere commercializzata invecchia per almeno due anni con metodi diversi a seconda del singolo produttore prima di essere commercializzata, donandogli corpo e struttura. Sono prodotti da meditazione, dalla grande varietà e sfaccettature che accompagnano bene un fine serata.


Non è facile districarsi con tutte queste diverse tipologie, speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza accennando agli articoli principali. Abbiamo volutamente tralasciato degli stili meno conosciuti, minori o più particolari e caratteristici di una determinata zona come per esempio la Oktoberfestbier (conosciuta anche come Marzen) perché credeteci quando diciamo che la lista sarebbe veramente lunga, senza contare che molte volte in stile birraio potrebbe riflettere la cultura e la storia di un popolo, storia a cui fare almeno cenno. Ne uscirebbe una vera e propria enciclopedia!

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